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A.C. Rimini 1912 2010-14


“LA FINE E LA RINASCITA: L’ A.C.RIMINI 1912”

In seguito al disimpegno nel calcio da parte dell’azienda Cocif dopo 16 anni di gestione del sodalizio biancorosso, il 30 giugno 2010 la squadra viene messa in liquidazione e non iscritta al Campionato per la stagione 2010/11. Per opera dell’imprenditore riminese Biagio Amati, nel mese di luglio nasce l’”A.C.RIMINI 1912”, dando alla città e alla tifoseria la possibilità di continuare a vedere il calcio sotto l’Arco d’Augusto.
La nuova compagine riparte con entusiasmo e con l’iscrizione in Lega Nazionale Dilettanti – serie D. La squadra viene affidata all’ex-capitano di tante battaglie Luca D’Angelo. La compongono molti giovani locali, provenienti dal settore giovanile, per il quale nel frattempo si è provveduto ad assicurare un futuro; a dar loro manforte, alcuni giocatori esperti, tra cui le vecchie bandiere Cardinale, rimasto dalla stagione precedente, Dei e Mastronicola, graditi ritorni.  Anche il pubblico fa la propria parte e segue numeroso i primi passi del nuovo Rimini, legittimando una ideale continuità con la storia ormai centenaria del Club.
Inizia un campionato lungo e combattuto, concluso in terza posizione in classifica e con la possibilità di disputare i play-off validi per ambire ad un posto in Lega Pro.
La vittoria finale giunge entusiasmante il 26 giugno 2011 sul campo dello stadio “Liberati” di Terni contro la Turris, dopo una partita dalle mille emozioni conclusa ai calci di rigore.
Due giorni dopo, in una Piazza Cavour gremita di gente, si brinda ad un altro successo.
Nella stagione 2011/12, nell’anno del “Centenario”, il Rimini è nuovamente tra i professionisti.




Comincia l’avventura dell’ A.C.RIMINI 1912 in Serie D.
L’intera rosa e lo staff dirigenziale schierati il giorno della partenza per il ritiro precampionato. 



Una formazione della stagione 2010/11.
In alto da sin.: OLCESE, VALERIANI, AQUINO, MASTRONICOLA, PAZZINI, VITTORI
Accosciati: ONESCU, BUONOCUNTO, BRIGHI M., CARDINALE, BALDAZZI
Completano la rosa: BRIGHI A., BUCCHI, BUFALO, CONTI, DEI, DE LUIGI, EVANGELISTI, FERRARI N., GASPERONI, MARANDO, MASSACCESI, MONAC, MORELLI, PALAZZI, RAGATZU, SANTUCCI, SARI, SCUFFIA, SEMPRINI, ZANIGNI.




Una bella immagine di esultanza; al centro del gruppo Mastronicola con la fascia di capitano.
Grazie al piazzamento ottenuto nella regular-season, il Rimini accede alla fase finale, disputando prima i play-off del Girone F e successivamente quelli a livello nazionale, per la conquista della Seconda Divisione di Lega Pro. Dopo aver superato nell’ordine Forlì, Teramo, Pomigliano, Saint Christophe-Vallée d’Aoste e Voghera, i biancorossi volano in finalissima contro la Turris, incontro che si disputa allo stadio “Libero Liberati” di Terni, il 26 giugno 2011.





I tempi di gioco regolamentari terminano 0-0 e dopo una emozionante sequenza di calci di rigore, arriva la vittoria per 3-1. Tommaso Scuffia para il penalty decisivo, facendo esplodere la gioia dei numerosissimi supporters al seguito e dell’intera equipe biancorossa. Dopo un solo anno di purgatorio il Rimini torna nuovamente tra i professionisti.



Capitan Marco Brighi alza la Coppa. 



Il Rimini e la sua gente: un binomio inscindibile. Immagini emblematiche di festa nell’anno della “rinascita".

 
Stagione 2011/12. La Seconda Divisione viene affrontata con una rosa che ha mantenuto l’ossatura della stagione precedente, continuando a puntare sui giovani, linea guida della nuova società. A consuntivo, il campionato va giudicato come ampiamente positivo, anche se, dopo un buon girone d’andata ed il provvisorio primo posto, si sono cullati anche sogni di promozione diretta. Raggiunti comunque i playoff, il sogno si è infranto contro il forte Cuneo, peraltro battuto due volte nella stagione regolare. Ampiamente raggiunto l’obiettivo di valorizzare i giovani, alcuni dei quali pronti a spiccare il volo verso categorie superiori. 
Al termine della stagione giunge il commiato da due protagonisti indiscussi della storia recente del Club: Alessandro Mastronicola (premiato per le sue 7 stagioni e 222 presenze in biancorosso) e Alfredo Cardinale (per lui 6 stagioni e 153 presenze).



Un undici del Rimini 2011/12.
Da sinistra: SCOTTI, BRIGHI M., GASPERONI, ZANETTI, BRIGHI A., SPIGHI, PALAZZI, VALERIANI, ONESCU, GERBINO POLO, BALDAZZI
Completano la rosa, agli ordini di mister D’Angelo: BARONE, BASILICO, BUFALO, BUONOCUNTO, CARDINALE, DEGANO, DE LUIGI, FAVERO, MASTRONICOLA, MONAC, ROSINI, SEMPRINI, VITTORI, ZANIGNI.


Marco Brighi in azione. Per lui, riminese e prodotto del vivaio, già protagonista di stagioni in biancorosso tra il 2000 e il 2002, un gradito ritorno “a casa” tra le fila dell’A.C. Rimini 1912 e la fascia di capitano nell’anno del Centenario.



Mirco Spighi in un’immagine dei play-off disputati contro il Cuneo.



La gioia del gol, l’abbraccio, la maglia a scacchi!

Il Rimini inizia la stagione 2012/13 con tre sconfitte e nel girone d’andata vince solo due partite chiudendo il 2012 con 15 punti in quattordicesima posizione.  Il nuovo anno comincia con le stesse difficoltà, dopo la sosta natalizia due sconfitte contro Renate e Monza e biancorossi in piena lotta nei quartieri bassi della classifica. Nel finale di campionato il Rimini ritrova la strada giusta e conquista sette punti nelle ultime tre gare senza però riuscire a evitare i play out. Nella semifinale contro il Vallee D’Aosta Palazzi e Morga firmano in trasferta la vittoria biancorossa e nel ritorno al Romeo Neri è Riccardo Taddei a chiudere la pratica con una doppietta che consegna ai biancorossi la finale salvezza. La sfida è contro il Gavorrano che nella semifinale del proprio girone ha avuto la meglio contro l’HinteReggio: la prima partita per il Rimini si gioca il 9 giugno in trasferta con Riccardo Taddei ancora decisivo con una doppietta; poi l’autogol di Fatticcioni serve il tris per il Rimini di Luca D’Angelo che al Romeo Neri il 16 giugno con un’altra vittoria per 2-1 salva la categoria in una stagione difficile anche e soprattutto dal punto di vista societario. La compagine societaria scricchiola infatti in modo sinistro tra debiti accumulati negli anni, fantomatici compratori accompagnati da una desolante superficialità, dimissioni e avvicendamenti nelle cariche dirigenziali. 




 
 Riccardo Taddei contro Vallèe D’Aoste in acrobazia e l’esultanza dopo uno dei due gol del 2-0 al Romeo Neri. Per Taddei doppietta ancora più importante a Gavorrano nell’andata della finale salvezza.
 
Contro il Gavorrano dopo il 3-0 per i biancorossi dell’andata, il Rimini vince anche al Romeo Neri con i gol di Andrea Brighi e Morga: la categoria è salva e si festeggia alla fine di una stagione complicata.







La stagione 2012/13 è anche quella dell’addio di Luca D’Angelo che lascia il biancorosso dopo più di un decennio con cinque stagioni da giocatore, due da dirigente e quattro da allenatore. In campo D’Angelo conquista due promozioni e da capitano il 26 maggio del 2005 alza la Supercoppa di C1 vinta a Cremona contro il grigiorossi. Da allenatore guida la formazione biancorossa alla risalita dalla Serie D al calcio professionistico con la vittoria nella finale di Terni contro la Turris. Nella stagione successiva centra i play off per la promozione in Prima Divisione perdendo la semifinale contro il Cuneo (poi promosso) per 1-0 dopo il pari casalingo per 0-0. L’ultima stagione è la più difficile ma la categoria è salva in un anno con tanti problemi anche a livello societario. 


 
26 maggio 2005 capitan Luca D'Angelo alza la Supercoppa di C1




 Il 26 giugno del 2011 allo stadio Libero Liberati di Terni mister Luca D'Angelo festeggia con capitan Marco Brighi, tutta la squadra e mille tifosi biancorossi, la vittoria nella finale play off contro la Turris.



Il 16 febbraio del 2014 Luca D'Angelo torna al Romeo Neri da avversario alla guida dell'Alessandria ma i tifosi non dimenticano
e per il "capitano" sono emozioni forti.

 
La stagione 2013/14 è una delle peggiori della storia biancorossa e si conclude con una amarissima retrocessione in serie D datata 4 maggio 2014 sul campo del Real Vicenza. Alla fine del girone d’andata il Rimini chiude in settima posizione con 25 punti  a +1 dalla nona piazza e +3 dalla sestultima che in una stagione condizionata dalla riforma dei campionati significa la retrocessione diretta. Nel girone di ritorno il tecnico Marco Osio dopo la sconfitta per 1-0 sul campo della Pergolettese lascia il posto a Francesco Buglio che resta sulla panchina biancorossa per tre partite prima di riconsegnare la squadra al “Sindaco”. Nelle ultime cinque partite il Rimini conquista nove dei venti punti accumulati nel girone di ritorno ma ormai è tardi, il Rimini chiude il campionato in sestultima posizione lasciando mestamente il calcio professionistico. A livello societario intanto siamo all’epilogo della gestione di Biagio Amati, già da tempo infatti tra i soci era venuta a mancare la condivisione unanime del futuro, della programmazione economica, delle concrete prospettive di trovare realistiche risorse per dare una svolta al vortice negativo in cui versavano le casse biancorosse.
Dopo la retrocessione segue un lungo periodo che la società attraversa in un limbo d’incertezza con il concreto pericolo di fallimento dietro l’angolo poi a fine giugno, l’accordo sulla ripartizione dei debiti tra Fabrizio De Meis che reggeva la presidenza da fine gennaio e la vecchia compagine, riapre una speranza per il pallone biancorosso che dovrà rialzare la testa dal calcio dilettantistico per tornare al più presto dove una società con più di cento anni di storia merita di essere. 



Francesco Nicastro con  otto gol nelle prime tredici partite aveva spinto il Rimini ai vertici della classifica poi, anche per il suo infortunio, il campionato è finito male.

 

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