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Anni 30


“L’EPOCA DEI DERBY CITTADINI”

Fu uno dei periodi più intensi per il calcio riminese quello degli anni ’30. Nel 1931 la Libertas, dopo alcune annate di attività locale, si iscrisse al campionato FIGC di Terza Divisione (quinto ed ultimo livello nazionale); lo stesso fece un’altra squadra riminese, quella del Dopolavoro ferroviario. Tra buoni campionati e ripescaggi le due squadre si ritrovarono nello stesso campionato per tre stagioni, prima in III, poi in II ed infine in I Divisione.
La squadra di calcio del Dopolavoro Ferroviario (associazione nata nel 1925 per volontà del regime fascista, col compito di organizzare il tempo libero d
ei lavoratori) giocava su un campo, inaugurato nel 1931, situato in via Roma su un terreno ricavato demolendo alcuni padiglioni. Era un campo dalle ridottissime dimensioni regolamentari e circondato da una stretta recinzione a ridosso del campo; per questo era chiamato “la scatoletta”. Assieme al Polisportivo comunale/Stadio del Littorio fu la sede dei memorabili derby di quegli anni. Il DLF giocava usualmente con una maglia nera, con una fascia orizzontale biancorossa: di qui il soprannome di “nerocerchiati”. Nel DLF del 32/33 militava il diciottenne Giacomo Neri, che avrebbe poi raggiunto la serie A e la Nazionale.
Forse il DLF era più forte, ma soffriva i rivali cittadini al punto che ottenne la sua unica vittoria nel 1934, in occasione dell’ultimo derby disputato al livello più alto. Fu il canto del cigno: il DLF infatti, dopo il quarto posto nella Prima Divisione 33/34, alla vigilia del successivo torneo decise di rinunciare alla propria iscrizione e limitò l’attività agonistica a competizioni minori o amatoriali, mentre la Libertas si apprestava proseguire la sua scalata.



Una formazione della Libertas dell’inizio degli anni ’30, l’epoca della risalita



Una formazione del DLF del campionato 1933-34; fu la stagione più importante per i nerocerchiati, ma purtroppo anche l’ultima.
 


Una panoramica della zona anfiteatro-officine ferroviarie. In alto a sinistra si scorge il campo di gioco del DLF, la “fossa dei leoni” dei tifosi nerocerchiati.



Le cronache dell’epoca sui derby ci parlano di partite accesissime, in campo e tra i tifosi. Qui le due formazioni posano insieme prima di un incontro (stagione 33/34)


Una rete del DLF sul proprio campo. Si nota bene la vicinanza tra tifosi e campo di gioco.



Un’azione sul campo della Libertas; sullo sfondo le tribune in costruzione dello Stadio del Littorio, il futuro “Romeo Neri”.


“LA LIBERTAS IN SERIE C”


 
La FIGC istituì per la stagione 35/36 il nuovo campionato di serie C nazionale, strutturato su quattro gironi. Dopo un campionato di Prima Divisione difficile (12° e terzultimo posto) e con polemiche tra i dirigenti, la squadra biancorossa, rimasta unica formazione cittadina di vertice, affrontò il campionato con l’ambizione di ottenere uno dei primi posti. Fu un buon campionato, concluso con un terzo posto finale, che consenti alla Libertas di accedere alla nuova categoria.          I costi si prospettavano elevati ed in città si discuteva, in toni anche polemici, sull’opportunità di affrontare un campionato prestigioso ma oneroso, con lunghe trasferte. Tra le ragioni a favore giocò il fatto che Rimini avesse da poco (gennaio 1934) un eccellente impianto sportivo, il nuovo stadio sorto in sostituzione del vecchio ed abbandonato Ippodromo, attorno al prato sul quale da sempre si giocava a calcio.
Il 1935/36 vide quindi la Libertas inserita nel girone A, insieme a squadre del settore nord-orientale; l’esordio fu un pareggio per 0-0 con la Fiumana, formazione di Fiume, oggi Rijeka in Croazia. In un campionato vinto dal Venezia la Libertas giunse quattordicesima, ma evitò la retrocessione grazie ad un ripescaggio. Identico fu il piazzamento del campionato successivo, ma sufficiente per la salvezza sul campo, mentre nel 37/38 un’ ambiziosa Libertas (aveva ingaggiato come allenatore-giocatore il famoso oriundo italo-argentino Julio Libonatti, 163 reti con Torino e Genoa e 17 presenze con la nazionale italiana) dopo essere partita forte ottenne un quinto posto finale, anche perché la “stella” Libonatti aveva ben presto lasciato la squadra a causa di una pleurite.



 
La formazione del 1935/36, quella del primo anno di serie C.
Da sinistra: MIGANI, CAPRA, PAVAN, STOPPA, BRUNO, BIAVATI, MONTANARI, COMPAGNONI; TIORDOSSI, GHINASSI, RECORDATI, ZAVOLI, TEODORANI, ZANNI.
Si può notare la presenza del portiere di riserva, benché allora non fossero previste le sostituzioni.



Una formazione del 1936/37, formata, per limitare le spese, quasi tutta da giocatori locali.
Da sinistra: SANGIORGI, SOCI, GROSSI, BIANCHI, COMPAGNONI, il dirigente CROCIATI; BOVOLI, BULLINI, MIGANI; BRUNO, ZAVOLI, DEL RE.


Una formazione dei primi mesi del campionato 1937/38, in cui figura anche Julio Libonatti.          Da sinistra: GIOVANNINI, DEL RE, BETTI, BULLINI, BELLOTTI, BIANCHI, UGOLINI, BOVOLI, SOCI, MARINI, LIBONATTI.


“LA NASCITA DELLA RIMINI CALCIO”


 
Nel 1938 la Libertas decise di non iscriversi alla serie C a causa di difficoltà economiche e societarie, che invano le autorità politiche locali avevano cercato di sanare. Ripartì dalla Prima Divisione, tornando così ad una dimensione locale, con avversarie tutte romagnole. Al termine della stagione 1938/39  la Libertas, classificatasi terza, assorbì il DLF, reduce da una stagione in II Divisione, ma nuovamente caduto in gravi difficoltà. Nacque così una nuova società, denominata RIMINI CALCIO, che ottenne l’ammissione alla serie C. Il campionato 1939/40 fu detto “l’anno dei romani”, perché il Rimini schierava quattro giocatori (Alzani, Grassi, Bianchi e Carmellini), provenienti in prestito dalla Roma grazie ai buoni uffici del Comm. Peragallo, dirigente giallorosso e abituale ospite estivo di Rimini; nel 1925 aveva tra l’altro fondato il Circolo Tennis. Era una formazione giovane, che ottenne il secondo posto, con la soddisfazione di aver battuto la poi vittoriosa  Maceratese per 1-0.  

La squadra del Rimini 1939/40 in posa nello schieramento di gioco, come spesso si usava allora.
Da sinistra: ROMANI, NARDI, GUSZIK (allenatore), TREVISANI, CASADIO, CARMELLINI; BRUNO, ALZANI, MIGANI; GRASSI, MORRI, VIGANO’.  
  




Un’ immagine della prestigiosa vittoria contro la Maceratese (1-0) del 19 novembre 1939. Nella foto la rete di Romani.
 

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