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Anni 50


“LE ALTERNE VICENDE DEGLI ANNI ‘50”
 
Gli anni ’50 segnarono indubbiamente una parentesi di avare soddisfazioni per il sodalizio biancorosso e la sua tifoseria. Dopo i fasti del 1948 seguirono due campionati di serie C dignitosi ma nulla più. Molti giocatori nuovi, così come il tecnico: era Masetti, portiere della Roma dello scudetto ed ex nazionale. Aveva attenzione per i giovani, con un occhio particolare ai portieri.
La decade si aprì con l’infausta retrocessione in Promozione Interregionale (il quarto gradino nazionale dell’epoca), al termine del Campionato 1950/51, allorchè il Rimini, piazzatosi al 17° posto, crollò a braccetto coi rivali del Cesena, finito addirittura ultimo in quel Girone B di Serie C.
Come se non bastasse, con l’11° posto conseguito al termine della stagione 1951/52, la compagine biancorossa dovette subire un ulteriore declassamento: la federazione aveva deciso di istituire una C a girone unico seguita dalla IV serie, ammettendo a questa le prime cinque classificate dei vari gironi di Promozione Interregionale e destinando le altre a quelli di Promozione regionale. Questa fu la sorte del Rimini, assieme a Cesena e Vis Pesaro.  

 

Da sinistra: BERNUCCI, SAVORETTI (collaboratore), MORETTI, SARTI, GIANNI, ZANETTI, VANZOLINI, MORGANTI, BENEDETTI, PANTANI (Allenatore); PULAZZI, SALVADORI, TOSI BRANDI.
Questa è la formazione che battè per 5-2 il Faenza nella gara d’esordio casalingo del campionato 1951/52.



Da sinistra: Vanzolini, Veroli, Monaco e Cicchetti. Indossano una maglia blu cerchiata di biancorosso, non inusuale negli anni ’50.

 
Negli anni successivi si dovettero allestire formazioni infarcite di giocatori provenienti dalle giovanili. Dopo un torneo di media classifica (7° posto), il campionato di Promozione Emiliana- Girone A 1953/54 segnò un primo sussulto: i biancorossi allenati da Fioravanti giunsero secondi dietro al Massalombarda, ma, causa rinuncia dei bianconeri, vennero ammessi d’ufficio nella nuova IV Serie. Fu però una gioia di breve durata. L’anno dopo si sprofondò ancora in Promozione: era il 54/55 e il Rimini finì 15° nel Girone E di IV Serie. Dopo una stagione anonima, nel 56/57 fu di nuovo risalita. In società c’era aria di cambiamento; entrarono forze nuove tra i ranghi dirigenziali. L’ing. Bonizzato assunse la presidenza, il Cav. Lami diventò vice, si chiamò un nuovo tecnico, il modesto ma bravo Odo Godoli da Forlimpopoli, che coi suoi ragazzi seppe fronteggiare e tener testa sino all’ultimo al Cesena guidato Renato Lucchi (futuro trainer biancorosso nei primi anni ’60) che si aggiudicò quel combattutissimo torneo. Fu un eccellente 2° posto, che valse nuovamente il ripescaggio in IV Serie.
 


La formazione del 1953/54, promossa in IV serie. Da sinistra: SAVORETTI (collaboratore), PARMA, ZUCCONI, BOLOGNA, FOLICALDI, LUCCHI, VANZOLINI, RICCI, BRANDI, FIORAVANTI (allenatore); GIANNI, AGOSTINI, MORETTI.
 


Una formazione del Rimini 56/57, secondo e promosso in IV serie. Da sinistra: VANZOLINI, LUCCHI, FOSSATI, BUDRIESI, BADOCCO, BERNUCCI, l’allenatore GODOLI.
Accosciati: BETTOLI, TADEI, RIZZO, GRANDVILLE, GAMBI, il massaggiatore TAMAGNINI.

 
Dopo un campionato di assestamento, la stagione 1958/59 vide un torneo tiratissimo, contraddistinto dall’acceso duello per le posizioni di vertice con le marchigiane Vis Pesaro e Jesi. I biancorossi del neo-allenatore Gustavo Fiorini si aggiudicarono sul filo di lana la seconda piazza in quel Girone D di IV Serie con 41 punti, alle spalle della Vis (47 pt.) e un gradino sopra la Jesina (40 pt.);  il piazzamento si rivelò fondamentale, in quanto, in virtù di una riforma dei campionati, rappresentò per il Rimini il lasciapassare da allegare a titoli e meriti sportivi utili per accedere alla nuova Serie C allargata a tre gironi. Facevano parte di quella rosa alcuni nomi entrati a pieno titolo in una ideale, centenaria “Hall of fame” nostrana : Pattini, Gianni, Lucchi, Ceschi, Perfetti e -su tutti- Romano Scardovi da Lugo, autentica leggenda e bandiera biancorossa. 


 
Il Rimini 58/59 che conquistò la Serie C. Da sinistra: l’allenatore FIORINI, PATTINI, FIORETTI, BELTRAME, LUCCHI, COLOMBO, GIANNI, il segretario ANGELINI.
Accosciati: PERFETTI, ALVONI, MAZZOTTI, SCARDOVI, CESCHI. 



Un’immagine della vittoria ottenuta il 26/01/57 a Cesena per 2-0.



Una formazione del 59/60. Fu il primo campionato di serie C dopo diversi anni, concluso con una salvezza agganciata con un buon finale di campionato. Da sinistra: GIANNINI, OLIVIERI, BELTRAME, l’allenatore LUCCHI, CESCHI, LUCCHI, ORAZI, NERI, FIORETTI.
Accosciati: GEMINIANI, SCARDOVI, il massaggiatore GUGLIELMI, LUISON.


Un’immagine della stagione 59/60. Sullo sfondo, la piccola gradinata che allora occupava il settore Distinti. Da notare l’arbitro con la “giacchetta nera”, rimasta nella definizione dei direttori di gara anche quando la loro divisa è cambiata.
 
Negli anni ’50 la rosa del Rimini era composta quasi interamente da giocatori locali. Specie negli anni più duri, all’inizio del decennio, la “baracca” venne tenuta in piedi da ragazzi che giocavano solo ed esclusivamente per passione, tra i quali corre l’obbligo di menzionare i portieri Vannucci e Bernucci, nonché i vari Gianni, Lucchi, Gambi, Pozzi, Vanzolini, Ceschi e altri, guidati in alcuni frangenti anche da tecnici locali, come ad esempio Giangolini. Pochi soldi, trasferte al risparmio, in treni di terza classe e con la borsa dei panini, ma tanto orgoglio di indossare la maglia biancorossa, anche se magari stinta e rammendata. Superato quel periodo di scarsi mezzi anche grazie alla loro volontà, dalla metà del decennio il Rimini poté  ripartire con prospettive più rosee.
Ragazzi con i piedi per terra e la testa sulle spalle. Degli anni ’50 colpisce il dato della brevità delle carriere di molti giocatori; Sergio Lucchi, per fare un esempio, lasciò il calcio a soli 24 anni per dedicarsi allo studio, e come lui altri. Le ragioni di studio e di lavoro erano più importanti del calcio e spesso obbligavano a scelte dolorose ma inevitabili, come appendere le scarpe al famoso chiodo.


 
Un grande trio difensivo degli anni ’50: Gianni, Bernucci e Lucchi.



Un intervento di Bernucci in Anconitana-Rimini 1-0 dello sfortunato campionato 1954/55.
I biancorossi indossano una tenuta “stile Arsenal”,che sarebbe stata riproposta anche in altri periodi.

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