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Anni 70


“GLI EMOZIONANTI ANNI 70”
 
E’ un decennio denso di eventi e di straordinaria intensità agonistica, che si apre all’insegna del rinnovamento.
Quello della stagione 1970/71, il primo della biennale gestione Pivatelli, è un Rimini spigliato, brillante, simpatico, che sa conquistarsi le attenzioni di una tifoseria incantata dall’estro e dalle doti eccezionali del lughese Valerio Spadoni, mezzala di punta, un fuoriclasse tra i più amati di sempre.
Al termine di quel campionato di Serie C, si pongono le basi per la stagione successiva 71/72, confermando in blocco tutta la rosa insieme alla guida tecnica.
Sono due anni divertenti e apprezzati dal pubblico, contrassegnati da cose egregie alternate a qualche  “peccato di gioventù”: anni che costituiscono il prologo di una crescita qualitativa costante.
Con la presidenza Gaspari nel 1973/74 e con le panchine di Faccenda, Angelillo e Meucci, si apre infatti un trittico di stagioni esaltanti, interpretate da assoluti primattori, che culminerà con la prima, storica promozione tra i cadetti, celebrata domenica 30 maggio 1976 in occasione dell’ultima sfida casalinga con il Pisa, nella indimenticabile cornice di una intera città vestita a festa. E’ finalmente B!
Dal ‘76 al ’79 il Rimini disputa campionati contrassegnati da accese lotte per il mantenimento della categoria, passati alla storia per l’arrivo in biancorosso di protagonisti prestigiosi sia in campo che in panchina, sulla quale si susseguono in quegli anni nomi di assoluto spessore come Helenio Herrera e Osvaldo Bagnoli.
Dopo tre stagioni combattute, i biancorossi retrocedono nuovamente in terza serie.
E’ una pagina amara, ma con l’arrivo del d.s. Renzo Corni e di mister Maurizio Bruno, il Rimini del presidente Cappelli nel campionato 1979/80 metterà a segno un’altra impresa memorabile…



Campionato di Serie C - girone B, 1970/71. I biancorossi allenati da Gino Pivatelli risvegliano gli entusiasmi della piazza, mettendo in mostra un calcio moderno e a tratti spettacolare, tutto votato all’attacco, con le due bocche da fuoco Spadoni (15 reti) e Garri (9 reti) a finalizzare una manovra agile e potente al tempo stesso. Alla fine sarà un eccellente 5° posto per il primo Rimini degli anni ’70, una squadra ricordata, che annoverava tra le proprie fila tanti giovani che si sono fatti apprezzare e valere.



 
Una formazione del 1970/71:
in alto da sin. FERRARI, SPADONI, BOLOGNESI, GARRI, MELOTTI, ISEPPI
accosciati ZENGARINI, NATALI, MACCIO’, SARTI, CONTI
Completano la rosa di quella stagione: BELLUCCI, CAMPANA, CARELLI, FRANCHINI, FRUTTI, MAGNANI, QUADRELLI.



Valerio Spadoni da Lugo, allora ventenne, indiscusso idolo della tifoseria e campione tra i più apprezzati in maglia a scacchi. Per lui 71 presenze e 29 reti, prima di passare alla Roma di Herrera. Cinque stagioni in Serie A e un grave infortunio che ne interromperà la promettente carriera a soli 26 anni, non prima di aver riassaporato l’aria del “Romeo Neri”- purtroppo senza mai calcarne il campo- nella stagione 76/77, la prima in B per i biancorossi.


 
Dopo il 7° posto della stagione 72/73, nel 73/74 il Rimini ottiene un ottima piazza d’onore sotto la guida del confermato Natalino Faccenda.
E’ la stagione ricordata per l’appassionante duello e le accese sfide con la Sambenedettese
-vincitrice finale del girone- nonchè per l’arrivo in biancorosso di Giuseppe Lorenzetti, mezzala di classe cristallina, tornato poi a vestire il biancorosso nel campionato di B 77/78, e di Giordano Cinquetti, uno tra i grandissimi della storia centenaria del Club.
Di quel Rimini, di cui facevano parte anche Agostinelli, De Carolis, Sarti e Natali, tra gli artefici due anni più tardi della prima storica promozione in Serie B, va ricordato Guido Quadrelli, 135 presenze e 3 reti in cinque stagioni trascorse in maglia a scacchi.


 
Stagione 72/73. I festeggiamenti della panchina e di mister Faccenda a Sauro Frutti, autore del gol-vittoria contro la Spal, capolista del girone e imbattuta da 22 turni.
Frutti, romano di nascita ma a tutti gli effetti “cittadino onorario”di Montescudo, ha indossato il biancorosso dal ‘70 al ‘75 ,compiendo l’intera trafila dalle giovanili alla prima squadra sino a raggiungere con quest’ultima un totale di 79 presenze e 14 reti


Con una splendida casacca a scacchi, un undici schierato nella stagione 1973/74.
in alto da sin.: CASSANI, MELOTTI, DE CAROLIS, ROSSI, AGOSTINELLI, SARTI
accosciati: LORENZETTI, NATALI, FRUTTI, ROSATI, QUADRELLI
Completano la rosa di quella stagione: ASNICAR (cannoniere con 12 reti), BERLINI W., BOVARI, CINQUETTI (8 reti), DE CAROLIS (8 reti), FRANCHINI, GALASSI, VARRELLA.

 
Alla vigilia del campionato di serie C 1973/74, il Cav. Gilberto Gaspari diviene il nuovo Presidente e, attraverso un’attenta riorganizzazione dei quadri societari, si insedia un nuovo Consiglio Direttivo, con lo scopo -tra gli altri- di rilanciare in grande stile l’immagine del sodalizio calcistico cittadino attraverso iniziative promozionali che possono considerarsi veri e propri esempi di marketing sportivo dei primordi.
Lo slogan “La B in tre anni!”è un imperativo ad essere protagonisti.
E’ in questo particolare contesto, che si collocano la nascita di un “inno ufficiale”per il Rimini e l’ideazione di una “mascotte”che accompagnasse le imprese della squadra. 



Disegnato da uno degli artisti riminesi contemporanei più importanti, Guido Baldini (1933 -  1999), l’ “omino biancorosso”è una icona divenuta familiare a tutti gli sportivi.




La stagione 1973/74 vede la nascita dell’inno “Rimini Vai!”, composto dal maestro Franco Morri e dal rag. Giuseppe Ghinelli, da allora stabilmente nel cuore dei tifosi biancorossi.
 
Nel 1974/75 il Rimini rilancia la sfida per il primato nel raggruppamento centrale di Serie C.
La squadra, giunta sul secondo gradino del podio l’anno precedente, viene rinnovata.
In panchina viene chiamato Antonio Valentin Angelillo, tecnico argentino dal passato illustre come giocatore tra le fila dell’Inter.
La piazza è in fermento; si allarga la schiera dei club e dei ritrovi dei tifosi.
La lunga volata con Modena e Teramo, si decide solamente nel finale a favore dei “canarini” emiliani, dopo che per lunghi tratti i biancorossi si erano trovati in testa alla classifica.
E’ nuovamente un secondo posto, ma la sensazione di aver sfiorato la meta sprona la dirigenza a mettersi al lavoro con rinnovato entusiasmo per l’anno seguente…che si rivelerà decisivo!


 
Una formazione del Rimini 74/75 in una inusuale maglia verde.
In alto da sin.: DI MAIO, SCLOCCHINI, AGOSTINELLI, GUERRINI, CINQUETTI, SARTI
Accosciati: ASNICAR, NATALI, DE CAROLIS, TUGLIACH, ROMANO
Completano la rosa: BACCHIN, BELLUCCI, BERLINI, FRUTTI, MARCHI M., MARELLA, PARI M., PAZZAGLI.



Per Angelillo un passato glorioso da calciatore; detentore del record assoluto di capocannoniere in tornei di Serie A a 18 squadre (33 reti nella stagione 58/59 con l’Inter).
Qui ritratto sulla panchina biancorossa col giovane consigliere Alfredo Giovannini, che in seguito ricoprirà cariche di primo piano in seno alla società, sino ad assumere la presidenza nel corso della stagione 78/79.

 
Campionato 1975/76: “Finalmente B!” Il Rimini del presidente Gilberto Gaspari e del d.s. Rino Cavalcanti ottiene la meritatissima promozione tra i cadetti.
E’ una cavalcata trionfale: 20 le partite vinte e 46 le reti fatte, per un totale di 51 punti realizzati contro i 46 del Parma giunto secondo.
Si raggiunge un picco di 10 successi interni consecutivi, il pubblico è in estasi per le gesta di una squadra indimenticabile che dopo 64 anni di storia ottiene il risultato sportivo più importante.
Un’autentica mancanza non citare uno a uno tutti gli artefici di quella memorabile impresa, ma tra tutti corre l’obbligo di menzionare Giordano “Bombardone” Cinquetti (autore di 8 reti), Giuseppe Fagni, “Beppe-Gol” per i tifosi tra il 1975 e il 1979, una icona (12 reti) e il compianto Gianni Carnevali, vero trascinatore di quel gruppo e cannoniere con 14 centri.
Termina la propria autorevole carriera in biancorosso un altro nome storico del calcio riminese: Giulio Natali, con un eccellente bottino personale di 254 gettoni di presenza e 4 reti.



 
Foto di gruppo prima dell’ultimo incontro casalingo contro il Pisa.
In alto da sin.: RIGHINI (vice all.), CARNEVALI, DI MAIO, BERLINI, CINQUETTI, CASTRONOVO, GUERRINI, SAVOIA, ROSSI, AGOSTINELLI, TUGLIACH, SARTI, NATALI, MEUCCI (all.), FIORINI
Accosciati: GUASTELLA (medico), ROMANO, MARCHI, SCLOCCHINI, FAGNI, SOCI (massagg.), CORBARI (medico), VISENTIN, BELLUCCI; completano la rosa: CAMPI, BERLINI R. STEFANELLI, TOMMASINI.
Ha fatto parte della rosa 75/76 DE CAROLIS, ceduto a novembre.








30 maggio 1976. “E una città intera gridò: B!”
Una data impressa nella memoria degli sportivi e non solo. Tutta Rimini si stringe attorno alla propria squadra di calcio. Il sogno è diventato realtà: la festa può avere inizio!



Uno dei leit-motiv dell’intera stagione: Fagni gonfia la rete e corre ad abbracciare mister Meucci in panchina, festeggiato da Carnevali e Romano. Uno slogan dell’epoca recitava: “Gol! Gol! Gol! Chi è?...Il Rimini!”



Il presidente Gaspari posa con l’allenatore Meucci e il vice Righini.
“La B in tre anni!” La promessa fatta nell’estate del ’73 è mantenuta.



Lamberto Soci, storico massaggiatore del Rimini dell’era moderna: indimenticato professionista e grande uomo, protagonista di tante stagioni in biancorosso.

 
Nel campionato 76/77 il Rimini ,all’esordio in Serie B, raggiunge una agognata salvezza, con un onorevole 12° posto. 33 i punti totalizzati nell’arco di una stagione ricca di colpi di scena, tra i quali spicca l’avvicendamento in panchina tra Meucci, l’artefice della promozione conquistata l’anno prima, ed Helenio Herrera, affiancato da Perversi per sei giornate prima di lasciare il testimone ad Angelo Becchetti.
L’arrivo del “Mago” è un evento mediatico di rilevanza nazionale, il nome del Rimini Calcio sale alla ribalta, associato a quello del tecnico di fama internazionale, ex Inter e Roma.
Diversi i volti nuovi giunti in quella stagione per rinforzare una rosa alle prese con la nuova categoria. Tra essi nomi importanti, come Sollier, Raffaeli, Pellizzaro, Recchi, Grezzani, oltre ai ritorni in biancorosso di Macciò, Nanni e Spadoni, quest’ultimo purtroppo reduce da un grave infortunio e mai impiegato.
Nel mercato di riparazione arriva Mario Russo, che poi siederà sulla panchina del Rimini nella stagione 96/97.


 
Una formazione storica, quella schierata allo stadio “Braglia” di Modena il 26 settembre 1976. La prima in assoluto in campionati di Serie B.
In alto da sin.: TANCREDI, NANNI, MARCHI, RAFFAELI, AGOSTINELLI, CARNEVALI
Accosciati: SOLLIER, BERLINI, PELLIZZARO, GREZZANI, DI MAIO
Completano la rosa di quella stagione: CUCCUINI, FAGNI, MACCIO’, MARINI, RECCHI, ROMANO, ROSSI, RUSSO, SARTI, SPADONI, VISENTIN, VORAZZO.




L’ingresso delle squadre in campo. La grinta di Pellizzaro, Rossi, Russo, Tancredi e Fagni


 
Franco Nanni, difensore di grande classe. I primi calci all’oratorio di Miramare, quindi nell’Alba Riccione. A 17 anni già tra le fila delle giovanili biancorosse e nel 1962/63 aggregato alla prima squadra di mister Bizzotto. Passato al Venezia in B nel ‘65, indossa la casacca dei lagunari sino al ’69, quindi sette stagioni in gialloblu a Verona da protagonista, per un totale di oltre 100 presenze nella massima serie. Col Rimini 4 stagioni e 52 presenze, culminate col ritorno in maglia a scacchi nel primo storico campionato cadetto. A cavallo tra gli anni 80 e 90, per lui anche alcuni importanti ruoli dirigenziali in società.




“Il Mago” H.H. ritratto insieme a Giorgio Perversi, bandiera biancorossa degli anni 60, durante una seduta di allenamento con Franco Tancredi, giovane portiere protagonista di una brillante carriera in Serie A con la Roma e in Nazionale.
Per Herrera, un ricco palmarès con “la grande Inter” (3 scudetti, 2 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali) e una Coppa Italia con la Roma.

 
 
1977/78: un campionato condotto tra alti e bassi, irto di difficoltà, il cui unico obiettivo concreto in corso d’opera rimane il mantenimento della categoria. La salvezza giunge sospirata, acciuffata per i capelli all’ultima giornata di quel torneo, l’11 giugno del ’78 grazie alla rete di Bartolomeo Di Michele sul neutro di Senigallia contro la Samb. E’ un 17° posto, con 34 punti totalizzati, uno in più della Cremonese che precipita in terza serie in compagnia di Como e Modena. Dietro la scrivania siede il giovane ed appassionato presidente Bruno Vernocchi e sulla panchina biancorossa arriva Osvaldo Bagnoli. Lorenzetti torna a vestire il biancorosso dopo tre stagioni; sarà lui il miglior marcatore della squadra con 5 reti insieme a Fagni e Gambin. Tra i nuovi, da registrare l’arrivo ad ottobre del “messicano” Mario Bertini, dopo un’intera carriera spesa in Serie A con le maglie di Fiorentina e Inter.

Ritratti nella foto, in alto da sin.: BERTINI, RAFFAELI, RECCHI, AGOSTINELLI, SARTI
Accosciati: FAGNI, DI MICHELE, BERLINI, LORENZETTI, GREZZANI, SOLLIER
In rosa nella stagione 77/78: CREPALDI, GAMBIN, MARCHI, PAGANI, PELLIZZARO, ROMANO II, ROSSI, STOPPANI, TOMASSINI




Panchina biancorossa per Osvaldo Bagnoli. Un “uomo vero”, un grande allenatore. Dopo Rimini, per lui uno storico scudetto alla guida del Verona nel 1984/85



Termina la propria militanza in maglia a scacchi l’indimenticabile Gianfranco Sarti, nato a Rimini il 13/06/1948, una carriera tutta in biancorosso. Recordman assoluto con 339 presenze.
 

Il 1978/79 segna la prima retrocessione dalla B per i biancorossi.
A nulla valgono gli sforzi di una squadra affidata a Giorgio Sereni prima e al tandem Herrera-Bonanno poi. E’ un Rimini sempre in difficoltà, che segna col contagocce (appena 17 le reti e Graziano Mazzoni miglior marcatore con 4), che alla fine si classifica al penultimo posto con 24 punti e scala di una categoria in compagnia di Foggia, Nocerina e Varese. E’ l’anno del congedo per alcuni nomi che hanno fatto la storia del calcio riminese: Beppe Fagni ,4 stagioni, con all’attivo 116 presenze e 24 reti; Alfiero Agostinelli ,6 stagioni, 193 presenze e 3 reti; Paolo Sollier, 3 campionati in biancorosso con 86 presenze, 4 reti e tanta sostanza e impegno dentro e fuori dal campo. Per tutti “il Capitano”. Un monumento in chiave “Centenario”.

 
La rosa 78/79.
In piedi: SERENI (all.), STOPPANI, PILONI, BUCCILLI, BIANCHI, CARNELUTTI, AGOSTINELLI, MARINI (massagg.)
Al centro: SUNCINI, ROSSI, TEDOLDI, FAGNI, MAZZONI, GREZZANI
Seduti: ERBA, VALA’, DONATI, FERRARA, SOLLIER, PERVERSI (vice all.). Completano la rosa: BALDI, MARIANI M., MERLI, PELLICANÒ, PETRINI S., RAFFAELI, VIANELLO.

A distanza di due stagioni la dirigenza richiama Helenio Herrera in panchina, con l’intento di risollevare le sorti della squadra in corso d’opera. Ogni tentativo risulterà vano: “il Mago” dopo otto giornate lascia il vascello biancorosso, destinato ad arenarsi mestamente nelle sabbie mobili della bassa classifica.

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