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Anni 90-2003


“L’INFINITA C2, LA MALEDIZIONE DEI PLAYOFF E LA SOSPIRATA PROMOZIONE IN C1”

Per l’intera decade degli anni 90 il Rimini prende parte a campionati di Serie C2.
Nell’arco del primo lustro, sotto la guida di Vittorio Spimi, piazzamenti onorevoli alternati ad altri più anonimi, ma per tutti un comune denominatore: la consapevolezza che all’epoca in molti frangenti la partita decisiva si giocasse fuori dal campo, per la sopravvivenza del Club, e che quelle compiute dal tecnico riccionese fossero da ritenersi vere e proprie imprese.
Di quegli anni resta specialmente il ricordo della squadra che nella stagione 92/93 conquistò un sorprendente 3° posto, mollando solo nel finale e migliorando addirittura di un gradino il piazzamento dell’anno prima.
Ad avvio ’94 la società, provata da una profonda crisi, viene messa in liquidazione e il 21 marzo dichiarata fallita dal Tribunale di Rimini. Sono momenti bui per il pallone riminese e per una tifoseria che, con fierezza e orgoglio, si stringe attorno al capezzale della propria squadra per sostenerne anche economicamente le sorti.
La mattina del 30 aprile 1994 si compie quella che sarà la svolta in grado di conferire nuova linfa vitale ai colori biancorossi. Tre cooperative (Cocif, Conad, Sigla) si aggiudicano l’asta fallimentare: il titolo sportivo è salvo, nasce il “RIMINI CALCIO F.C.”
In seguito resterà saldamente al timone solo la prima delle tre aziende e col suo Patron, a partire dalla metà del decennio, verranno scritte pagine indelebili per il calcio cittadino.




Con la stagione 1994/95 si apre ufficialmente “l’era-Bellavista”, contrassegnata a partire dal 97/98 da sei ininterrotti tentativi-promozione, coronati solamente al termine degli spareggi del torneo 2002/03 contro Grosseto e Gubbio. Domenica 15 giugno 2003 infatti, il Rimini di Leo Acori ritorna dopo 14 anni in C1.
13 gli allenatori che si sono alternati in quei 9 anni, tra i quali gli ex-biancorossi Russo e Melotti e i romagnoli Bonavita e Zecchini con il compianto Ivano Gavella a lasciare tra gli sportivi il ricordo di una grande umanità.
Tanti i protagonisti in campo degni di essere menzionati; tra questi, numerosi gli attaccanti entrati nella “top-ten” dei marcatori di tutti i tempi; come Andrea Tedeschi (26 reti in 60 presenze), il riminese di nascita Maurizio Neri (3 stagioni in maglia a scacchi, per 69 presenze e 26 reti) e Davide Di Nicola (41 centri in 72 presenze) , in compagnia di Adrian Ricchiuti, un assoluto fuoriclasse agli esordi della propria brillante carriera in maglia a scacchi. Posti di rilievo spettano poi ai “burdèll” che dal “Romeo Neri” spiccheranno il volo verso la Serie A: Stefano Argilli e Matteo Brighi, quest’ultimo primo della dinastia di tre fratelli in biancorosso. 




Tra le più ricordate del decennio, la squadra che nel 1992/93 venne guidata da mister Vittorio Spimi, uno degli allenatori più longevi sulla panchina biancorossa, con 160 presenze conseguite dalla stagione 1990/91 alla stagione 1994/95. Per quel Rimini, 3° posto finale -dopo un acceso duello con Pistoiese e Prato- e alcune individualità di spicco, inserite in un collettivo che praticava un buon calcio. Migliori marcatori Gespi (15 reti), Visentin (9) e Foschi (7); in evidenza un giovanissimo e promettentissimo Cristiano Doni.


La rosa 1992/93.
In alto da sin.: MARTINI (vice all.), BORGHINI, FOSCHI, FANTINI, ARGILLI, CECCHI, CAVAGNA, MARINELLI, SPIMI (all.)
Al centro: ROSATI (massagg.), DEL FATTORE, MACRELLI, BRINONI, DONI, PROCHILO, GESPI, VIGNALI (preparatore)
Seduti: VISENTIN, COPPOLA, PAGANELLI, CESSARIO

 
Dopo le vicissitudini societarie dei mesi precedenti, quello della stagione 94/95 è il primo Rimini targato Cocif. Il “nuovo ciclo” si apre con un 6° posto finale, immediatamente a ridosso della zona play-off, gli spareggi-promozione che fanno la loro comparsa a partire da quel torneo. Mastini e Maddaloni tornano a distanza di anni a vestire il biancorosso (complessivamente 4 stagioni per il primo e 5 per il secondo). Si afferma il difensore riminese Stefano Argilli, per 5 campionati in maglia a scacchi prima di decollare verso una eccellente  carriera nelle serie maggiori, in particolare con il Siena, compagine nella quale  militerà per 9 stagioni e che -con una decisione storica- ritirerà dalle competizioni la maglia numero 8 proprio in suo onore.


Una formazione del 1994/95.  Allenatore: VITTORIO SPIMI, poi ADRIANO LOMBARDI
In alto da sin.: MISEFORI, DALLA CHIESA, SBREGA, ARGILLI, MADDALONI, MEZZINI
Accosciati: PAGANELLI, MASTINI, DONELLI, FRANCABANDIERA, PERNA
Completano la rosa: AIELLO, ANTONELLI, CECCARELLI, FRATERNALI, GIOMETTI, LORUSSO, MORETTI, PUGLISI, PUPITA, VALENTINI

 
Nel 1995/96 la conduzione tecnica viene affidata a Ivano Gavella, uno dei personaggi più poetici e carismatici del calcio romagnolo.
Di lui e di quella stagione, per gli sportivi resta il ricordo di una personalità straordinaria e di una squadra tutta genio e sregolatezza, in grado di alternare a prestazioni entusiasmanti, imprevisti capitomboli. Il Rimini termina quel campionato di C2 al 7° posto, dopo aver accarezzato a tratti il “sogno play-off”



Il Rimini 95/96.
In piedi da sin.: PERNA, MAZZOTTI, MORETTI, FRATERNALI, MISEFORI, MADDALONI, BURATTI, ARGILLI
Al centro: VALENTINI, FRANCABANDIERA, MASTINI, GAVELLA (allenatore), D’URSO, BARONIO, SBREGA
Seduti: MONTAGUTI (magazz.), ROSSINI (massagg.), MARTINI (vice-all.), PAGANELLI, DAMATO, MEZZINI, GIOMETTI, DE FRANCESCHI, DEL MONACO (collab. tecnico), LANDI (preparatore).

 
Vestono il biancorosso nel 95/96 due nuovi acquisti che lasceranno il segno:
Ignazio Damato e Ivone De Franceschi.
 

Tre stagioni nel Rimini, 93 presenze e 20 reti per Damato: inossidabile “bomber di provincia”, autore di gol spettacolari. 



Una sola stagione, condita da 31 presenze e 5 reti per De Franceschi, con la consapevolezza di poter approdare in breve tempo nel calcio che conta. Lo farà vestendo le casacche di Venezia e Chievo nella massima serie italiana e quella dello Sporting Lisbona nella Primeira Liga portoghese. 

 
Quella del 1997/98 è la stagione che riaccende la passione biancorossa. Indimenticabile la vittoria in rimonta (3-2) nel derby di Coppa Italia col Cesena la sera del 30 ottobre 1997: un successo atteso da anni dalla tifoseria, preludio ad una annata tutta da vivere da protagonisti.
Il “Romeo Neri” torna a vestirsi a festa e la città a seguire con trepidazione le gesta della propria squadra impegnata in un avvincente testa a testa con la Spal in campionato per la promozione diretta in C1. Il Rimini concluderà la regular-season al 2° posto in classifica e, in maniera forse immeritata, disputerà -primi di una lunga serie- gli spareggi play-off contro lo Spezia. La beffa arriva nei minuti di recupero, in semifinale, ma resta indelebile il ricordo di un gruppo e di un torneo esaltanti.



 
Stagione 1997/98: la rosa.
In alto da sin.: MORABITO, LOSI, STRIULI, SANSONETTI, FRATERNALI, MASINI, TEDESCHI, D’URSO
Al centro: CECCHERINI (team manager), FATTORI, FERRARI, FRANZINI, BURATTI, BELLEMO, DE AMICIS, RIVERSI, DE BLASIO, DAMATO, CONTENTO (medico), ROSSINI (massagg.)
Seduti: MONTAGUTI (magazz.), BALDELLI, BALLANTI, LANDI (preparatore), MELOTTI (all.), MARTINI (vice all.), CONFICCONI, POMPINI, SAPUCCI (collab.)




Andrea Tedeschi, bomber reggiano giunto in biancorosso nell’estate del ’97, ha vestito la maglia a scacchi per due stagioni, mettendo a segno 26 reti in 60 presenze e piazzandosi, come media realizzativa, tra i migliori marcatori di tutti i tempi.
 
Matteo Brighi, riminese della Grottarossa: dal campetto della Polisportiva La Resurrezione ha spiccato il volo verso i più grandi palcoscenici. Dopo la trafila nelle giovanili del Rimini, nel 1998/99 l’esordio in prima squadra, dove si mette in luce da titolare per due stagioni, prima del prestigioso passaggio alla Juventus nel 2000/01.
Per lui, in biancorosso, 44 presenze e 7 reti, tra cui quella famosissima messa a segno nel match-clou della stagione 1999/2000 al “Nereo Rocco” di Trieste, irradiato in diretta televisiva su maxi-schermo in un Palasport Flaminio colmo di tifosi e di entusiasmo.
Nella massima serie, oltre a quella della Juve, ha indossato le maglie di Bologna, Parma, Brescia, Chievo, Roma, Atalanta e Torino, superando le 300 presenze.
Ha vestito l’azzurro della Nazionale Under-21 dal 2000 al 2004, squadra di cui è stato anche capitano e con cui si è laureato campione d’Europa. In Nazionale maggiore ha collezionato 4 gettoni; il primo a 21 anni con il c.t. Giovanni Trapattoni.



 
Matteo Brighi in maglia a scacchi e in “azzurro".
 
Dopo 14 anni di attesa e 6 tentativi consecutivi ai play-off, il Rimini al termine della stagione 2002/03 riconquista la Serie C1.
Alla guida del team il tecnico umbro Leonardo Acori, che inaugura in maniera vincente la propria lunga carriera in biancorosso (228 panchine in 6 stagioni).
Il duello coi “viola” della Florentia è appassionante; a metà stagione le due squadre sono appaiate in testa alla classifica, dopo che il Rimini aveva dominato la prima parte del torneo, ma alla fine si va nuovamente agli spareggi. Stavolta la maledizione dei play-off viene sfatata: dopo gli scontri con Grosseto e Gubbio, il 15 giugno 2003 è promozione!


 
La rosa del Rimini 2002/03.
In piedi da sin.: CASALBONI, DI FIORDO, MASTRONICOLA, DI LORETO, TROTTA, D’ANGELO, MICCHI, NANNI, BUCCHI, BIZZARRI, CONTENTO (medico soc.)
Al centro: LUCONI, BORDACCONI, RACHINI, CHIODI (preparatore), ACORI (all.), VALENTINI (prep. portieri), GALLIANO, ANTONIOLI, DI GIULIO, ROSSINI (massagg.)
Seduti: BALLANTI, LUNARDINI, MUSSONI, DI NICOLA, PAGLIALONGA, RICCHIUTI, SEMPRINI.





Le scene dei festeggiamenti per la conquista della C1 restano indimenticabili.
Lo stadio e le piazze della città si tingono di biancorosso: è l’inizio di un ciclo strepitoso che porterà il Rimini e la sua tifoseria a livelli mai raggiunti prima…



Con 14 reti segnate in 26 presenze,
Davide "Cobra" Di Nicola imprime un marchio indelebile nella vittoriosa
stagione 2002/03.

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